Chirurgia estetica per i giovani: è boom in Cina

Con l’aumento della capacità di spesa, e con la necessità di voler emulare la moda occidentale, i giovani cinesi stanno alimentando un settore che si candida ad essere uno dei più importanti, per tasso di crescita, di tutta l’economia del gigante asiatico: quello della chirurgia estetica. Un settore che fino a poco tempo fa, nel Paese, era limitato a necessità sostanzialmente funzionali (la correzione di difetti del proprio fisico, per motivi legati alla salute) e che ora sta invece rapidamente migrando verso un più dinamico mix di necessità funzionali e necessità meramente estetiche.

A dimostrazione di ciò, è possibile ricordare i dati di una recentissima inchiesta condotta dallo Shanghai Daily, uno dei più diffusi quotidiani cinesi, stando al quale la percentuale di minorenni che – sul totale dei pazienti – decide di sottoporsi a interventi chirurgici, oscilla tra il 10% e il 20%. Una quota estremamente rilevante che, oltre a suscitare considerazioni di natura prettamente economica e salutista, rende anche necessario soffermarsi sulle conseguenze sociali e morali di una simile scelta compiuta da una fascia di giovanissimi, non ancora in maggiore età.

A ulteriore controprova di ciò, basti considerare che nei mesi estivi, quando le scuole sono chiuse, il numero dei ritocchi riscontra un vero e proprio boom. Una esplosione che sta mutando anche le abitudini di vita dei locali chirurghi estetici, che preferiscono spostare le proprie ferie in periodi di maggior calma, al fine di poter rispondere adeguatamente alle forti richieste estive.

Tra gli interventi più richiesti, sembra che in Cina il must sia quello di un ritocco agli occhi, per farli meno a mandorla e più all’occidentale. Un elemento che sembra poter ben essere un segno dei tempi, in un mercato fortemente tradizionalista come quello cinese, che pare invece esser destinato a evolversi in maniera più o meno sottoscrivibile e condivisibile.