Risarcimenti “esagerati” per i danni da chirurgia estetica

chirurgia esteticaSecondo quanto affermato dall’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica – AICPE in un recente intervento, la necessità di contrarre delle polizze assicurative obbligatorie contro i rischi da responsabilità civile – prevista con decorrenza dal prossimo 13 agosto 2013 – è una esigenza che pone a rischio di instabilità l’intero comparto professionale medico.

In altri termini, dalla prossima scadenza del 13 agosto, i medici chirurghi estetici e plastici che vorranno operare su un proprio paziente dovranno dimostrare di essersi muniti di una apposita polizza di resopnsabilità civile.

Tuttavia, sostiene l’AICPE per voce del suo presidente Giovanni Botti, con lo scopo e la finalità di tutelare maggiormente i pazienti, si rischia di creare un effetto opposto, andando a pregiudicare la tenuta della professione medica.

Quali rischi ci sono per i risarcimenti esagerati?

Il rischio – afferma ancora il presidente – è infatti quello di alimentare una spirale che può contribuire a incentivare le richieste di risarcimento “immotivate”, andando a loro volta a sollecitare in aumento i costi delle polizze, in misura superiore a quanto accettabile. Il pericolo ultimo è quindi che molti siano costretti a smettere di lavorare.

Il tutto, prosegue ancora il presidente Botti, in un contesto nel quale le cause mediche sono già cresciute in maniera esponenziale, con uno sviluppo del 600 per cento nel corso degli ultimi 10 anni (oggi si gira ad un ritmo intorno ai 30 mila procedimenti ogni anno).

Botti ricorda ad esempio che capita molto spesso che pazienti che non hanno avuto alcun tipo di pregiudizio dall’intervento chirurgico estetico, vogliano comunque avanzare causa perchè – in sede di tentativo di conciliazione – puntano a ottenere di non pagare l’intervento.

In tale scenario, le polizze assicurative possono costare anche 20 mila euro l’anno, con franchigia da 20 – 25 mila euro, totalmente a carico del chirurgo. Il quale, aggiungiamo noi, potrebbe rivalersi in ultima istanza proprio sui pazienti, andando a rincarare le tariffe delle proprie prestazioni.